Dopo la tempesta è il momento della tanto invocata quiete: l'estremo Sud Italia è stato letteralmente messo in ginocchio dal ciclone Harry che ha seminato la distruzione di svariati chilometri di litorali con onde alte fino a 10 metri al largo (7-8 metri sottocosta) specialmente tra Sicilia orientale e Calabria ionica per danni che ammontano a svariate centinaia di miliardi. Su quelle aree adesso è tornato il sereno e la tempesta si è definitivamente esaurita spostandosi verso Est.
Cosa dobbiamo aspettarci
"L'allontanamento di Harry garantirà un rapido miglioramento con un crollo del moto ondoso, ma si tratterà di una tregua breve", spiega l'esperto Lorenzo Tedici de Ilmeteo.it. La giornta di giovedì 22 gennaio è considerata "d'attesa" per un nuovo peggioramento che questa volta non prenderà il via dal Nord Africa ma si riaprirà la Porta Atlantica con i fronti perturbati in ingresso da Ovest. Sembra che il maltempo possa durare alcuni giorni almeno fino alla fine del mese.
Le aree più colpite
"Siamo pronti a essere investiti da un vero e proprio treno di perturbazioni atlantiche, dirette principalmente al Centro-Nord", aggiunge l'esperto. Nel dettaglio, quindi, tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio aria fredda riporterà la neve a bassa quota sulle aree del Nord-Ovest e piogge in pianura. Una seconda perturbazione, in ingresso a partire da domenica, porterà un carico di piogge abbondanti sulle zone tirreniche, maggiormente protette le adriatiche. Infine, ma qui ci addentriamo nel campo delle previsioni a medio-termine che necessitano di conferme, altre due perturbazioni dovrebbero interessare l'Italia mercoledì 28 e sabato 31 gennaio. Nessun anticiclone all'orizzonte, dunque, ma un periodo estremamente instabile.
La neve sulle Alpi (in vista delle Olimpiadi)
Se fino a questo momento le Alpi orientali non hanno visto nevicate importanti (a differenze di quelle centro-occidentali), stavolta sembra arrivato anche il loro turno. "Questo flusso umido porterà cumulate di pioggia oltre i 200 mm su Liguria, Alta Toscana e fascia alpina. Proprio sulle Alpi centro-occidentali non escludiamo l'arrivo di 2 metri di neve fresca entro i prossimi 10 giorni: un'ottima notizia per le riserve idriche e per gli sciatori", aggiunge Tedici, spiegando che anche in Veneto (Cortina d'Ampezzo) e in numerose altre località delle Alpi orientali sono previsti ottimi accumuli nevosi nell'ordine di 50 cm e più.