Prosegue il viaggio apostolico di papa Leone in Spagna. La terza giornata della visita, la quarta compiuta dal Pontefice nel Paese iberico, si è aperta con un incontro privato con il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez. Dopo il colloquio a porte chiuse, il Papa ha tenuto un intervento al Congresso dei Deputati, la Camera bassa del Parlamento spagnolo, composta da 350 membri eletti con sistema proporzionale. Un momento storico: è infatti la prima volta che un Pontefice prende la parola davanti all'assemblea parlamentare spagnola.
Il Congresso dei Deputati, insieme al Senato, costituisce le Cortes Generales, l'organo legislativo della Spagna, e ha sede nel Palacio de las Cortes di Madrid.
La mattinata del Santo Padre è proseguita con l'incontro con i vescovi della Conferenza episcopale spagnola, uno degli appuntamenti centrali della visita pastorale nel Paese.
L'incontro tra Leone XIV e Sanchez: in dono un bonsai di olivo
Ha sido un honor mantener este nuevo encuentro con el Papa León XIV antes de su intervención histórica ante las Cortes.
— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) June 8, 2026
Compartimos el compromiso de defender el valor de las migraciones y los derechos de todas las personas.
España seguirá apostando por el diálogo, el… pic.twitter.com/tqoi1onLMH
Il premier spagnolo Pedro Sanchez è stato ricevuto da Papa Leone XIV presso la Nunziatura Apostolica. Il leader socialista ha donato al Pontefice un bonsai di olivo spagnolo di 13 anni. Ne dà notizia la presidenza del governo in una nota, spiegando che questa specie è profondamente radicata nella storia, nella cultura e nell'economia spagnola da secoli e "rappresenta il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra rispetto per le radici storiche e adozione di tecnologie all'avanguardia". L'olivo è un simbolo universale di pace, dialogo e comprensione, valori condivisi dalla Spagna e dal Vaticano, sottolinea la presidenza spagnola.
"È stato un onore avere questo nuovo incontro con Papa Leone XIV prima del suo storico discorso alle Cortes. Condividiamo l'impegno a difendere il valore della migrazione e i diritti di tutte le persone. La Spagna continuerà a promuovere il dialogo, il multilateralismo e la comprensione tra le nazioni", le parole di Sanchez su X.
Il discorso del Papa al Congresso spagnolo
Dalle pagine universali del Don Chisciotte, dove Cervantes proclamò che "la libertà è uno dei doni più preziosi che il cielo abbia concesso agli uomini", fino alla profondità spirituale di Santa Teresa d'Avila, dalla grande tradizione giuridica spagnola all'inquietudine metafisica di Unamuno. Sono tante le citazioni e i riferimenti culturali evocati dal Papa nel suo denso discorso al Congresso spagnolo. "La Spagna - ha affermato - ha saputo guardare all'essere umano come a qualcosa di più di un semplice tassello dell'ordine sociale, economico o politico: lo ha riconosciuto come creatura aperta alla verità, dotata di libertà e mossa da una sete di eternità che nessuna realtà temporale riesce a spegnere; in una parola, come qualcuno la cui dignità precede ogni utilità e al cui servizio è soggetta l'azione legislativa".
Ancora Leone ha citato i re Isabella e Ferdinando e soprattutto la scuola di Salamanca e "il pensiero che lì è maturato". Si tratta di una corrente di teologi, filosofi e giuristi sviluppatasi nel XVI secolo presso l'omonima Università di Salamanca. "Introdussero nel discernimento storico la domanda sul valore irriducibile di ogni essere umano - ha spiegato Prevost - e sui limiti morali del potere. Bisogna riconoscere che la società e la Chiesa stessa non sono state sempre - ha ammesso - all'altezza delle intuizioni che trovavano eco nella loro stessa tradizione cristiana".
Nel corso del discorso alle Cortes, poi, Leone ha parlato anche di intelligenza artificiale. "Di fronte alle trasformazioni del nostro tempo, il nostro discernimento deve concentrarsi sul posto che occupa la persona umana nelle nostre decisioni e su come si prospettano oggi, in modo nuovo, la dignità del lavoro, la solidarietà, la politica sociale e il bene comune. Questo discernimento parte da un'affermazione fondamentale: ogni società veramente giusta si fonda sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona umana".
Per quanto riguarda, la vita umana e centralità della famiglia, il Pontefice non ha lasciato dubbi: "Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società? Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell'ombra il bambino non ancora nato, l'anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri? La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà. Ogni vita umana dev'essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza", ha detto. E ancora: "Quando questa certezza si offusca - ha sottolineato - i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona. Per questo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità".
"In questo contesto - ha aggiunto - riveste particolare importanza la famiglia, prima realtà umana e fondamento naturale della comunità. Nell'ambito familiare si intrecciano le generazioni e si trasmette una memoria viva che dà continuità interiore alla società. Laddove la famiglia è sostenuta, si rafforza anche la stabilità spirituale e sociale delle nazioni. La famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità dove si impara, prima che in qualsiasi altro luogo, la grammatica elementare della convivenza: accogliere la vita, prendersi cura dell'altro, perdonare, servire e appartenere".
Non sono mancati, poi, riferimenti alla guerra e alla pace. "Ogni guerra costituisce una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare", "le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura. Per questo motivo, è preoccupante che, in diverse parti del mondo e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale. La vera sicurezza, invece, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale", ha detto Leone. E sui migranti: "Il tragico dramma migratorio" va affrontato andando "oltre la semplice gestione di flussi" ha detto. C'è "una duplice esigenza di giustizia sociale - ha evidenziato -: offrire vie sicure e legali, un'accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra". Il Papa menziona quindi "le rotte sempre più pericolose" come quella atlantica: "E' necessario rafforzare il salvataggio e l'assistenza, specialmente con una cooperazione multilaterale" poichè "nessuna nazione può affrontare da sola una sfida di questa portata".