Famiglia nel bosco, Meloni: "Senza parole, Nordio sta mandando una ispezione". Salvini: "Sarò lì la prossima settimana"

Scritto il 08/03/2026
da Federico Garau

Straziante la separazione di mamma Catherine dai suoi bambini. I ministri Salvini e Roccella contro i giudici. Gli avvocati dei Trevallion: "Credevamo di vivere in un Paese civile, ma non lo è"

Siamo ormai arrivati a un parossismo per quanto concerne il delicatissimo caso di quella che è stata ribattezzata come famiglia del bosco. Un nucleo di cui è bene ricordare i nomi, dato che stiamo parlando di esseri umani, persone che in questo momento, a prescindere da come la si pensi sul caso, stanno soffrendo. Stiamo parlando di mamma Catherine Birmingham, di papà Nathan Trevallion e dei piccoli Utopia Rose (otto anni), Galorian e Bluebell (sei anni). L'obiettivo di Catherine e Nathan era quello di crescere i loro figli il più possibile vicino alla natura. Ciò che è accaduto è sotto gli occhi di tutti, e non solo in Italia, perché la vicenda è ormai divenuta internazionale.

Di recente Catherine è stata allontanata dalla struttura protetta di Vasto in cui si trovava insieme ai suoi bambini. Dopo essere stati separati dal padre, i piccoli si sono quindi visti strappare anche la mamma. Chi, lo scorso venerdì sera, si trovava alla casa famiglia ha assistito a una scena a dir poco straziante. I bambini si sono aggrappati alla madre quando hanno compreso che anche lei se ne sarebbe andata. Eppure c'era un ordine di allontanamento da rendere effettivo. Il tribunale per i minorenni dell'Aquila non ha lasciato margini.

Le parole degli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, riportate da il Corriere, sono state il pensiero di molti: "Credevamo di vivere in un Paese civile, ma non lo è".

Sulla vicenda è intervenuta più volte anche la politica. In tanti hanno preso posizione, soprattutto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non ha mancato di esprimere la propria contrarietà. "I figli non sono dello Stato, i magistrati dimenticano i limiti", ha dichiarato. E in serata è tornata sul tema e ha detto di essere rimasta "senza parole" di fronte alle ultime decisioni dei magistrati. "Una decisione che non penso faccia stare meglio i bambini, gli infligge un pesantissimo trauma. Penso che siamo oltre, dobbiamo assistere inermi a queste decisioni figlie di una lettura ideologica, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Il ministro Nordio sta mandando una ispezione, ho parlato con il ministro". E ancora: "Qui il tema è una lettura ideologica di uno stile di vita dei genitori, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Fra l'altro quando nulla si dice a chi i figli magari li fa vivere nel degrado, per esempio nei campi rom e li costringe ad accattonare o a rubare".

Mentre gli avvocati dei Trevallion sono pronti a presentare reclamo presso la Corte d'Appello dell'Aquila, si fanno sentire anche il ministro della Famiglia Eugenia Roccella e il vicepremier, e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Per Roccella, separare i figli dai genitori è "una misura davvero estrema. La separazione dai genitori deve essere l'ultima spiaggia, non la prima". Salvini, invece, definisce la vicenda come una "forma di violenza istituzionalizzata". Il leader della Lega è pronto a recarsi di persona sul posto per sostenere la famiglia. "Uno Stato che porta via i bambini a mamma e a papà non è lo Stato in cui voglio crescere i miei figli", ha tuonato sui social. "In questi mesi le abbiamo provate tutte per la famiglia nel bosco: ricorsi, ispezioni ministeriali, petizioni, appelli. Niente. Le cose vanno sempre peggio. Cosa rimane da fare? Andarci. Ci andrò. Ci andrò non da vicepresidente del Consiglio, non da ministro, ma da papà, da genitore disgustato da questa forma di violenza istituzionalizzata. Mi sembra che non sia la soluzione. Mi sembra che quei tre bimbi, che hanno vissuto per anni felici, siano alla disperazione. Mi vergogno, da italiano, di aver offerto a quei due ragazzi stranieri, arrivati da lontano e hanno cercato nell'Italia – pagando, a differenza di tanti altri – il futuro per i loro figli... Ci vado, personalmente. Da papà, da Matteo, con degli avvocati, per incontrare chi gestisce quella casa famiglia, gli assistenti sociali, gli psicologi, i giudici minorili. L'obiettivo, con le buone maniere ma con determinazione, è riportare a casa quei tre bambini".