Il tira e molla può anche rivelarsi un metodo efficace per condurre in porto una trattativa. Però, nel caso dell'ex Ilva è legittimo che affiorino perplessità davanti a un tira e molla che sembra avere più le sembianze dell'impasse. Il fondo americano Flacks continua a ribadire l'interesse concreto a chiudere l'operazione. Entro questo mese.
Il governo, ovviamente, ha tutto l'interesse che la partita si chiuda in tempi strettissimi, perché parliamo del più grande impianto siderurgico d'Europa. E soprattutto perché la realtà perde soldi a palate e lo Stato è costretto a intervenire con flussi di denaro importantissimi. Per questa ragione l'esecutivo chiede una legittima accelerazione all'interlocutore proprio per stanarle l'effettiva volontà. Ecco il motivo per cui questo tira e molla è snervante con un fattore tempo che non gioca certo a favore. Adesso dovremmo proprio esserci: dentro o fuori. Altri rinvii, ragionevolmente, devono essere esclusi. Che dall'altra parte del tavolo sieda un fondo forse non è il massimo, tuttavia in un'economia di mercato quanto mai fluida interlocutori di questo tipo sono tra i più attivi e lo vediamo in svariate situazioni. Dovesse fallire questa trattativa leggo che il governo punterebbe a trovare una cordata di imprenditori sul mercato interno. Ripartire da zero non è mai facile mentre gli impianti viaggiano a scartamento ridotto e con una situazione di malessere diffusa.
I sindacati continuano a spingere affinché lo Stato agisca a tutti gli effetti da imprenditore conservandone il controllo. Pessima idea. Sprofondare mani e piedi nella palude del soccorso pubblico che si trasforma in deficitaria normalità è la pratica perversa dello spreco continuo. Ancora ci si lecca le ferite del disastro Alitalia. E, per restare allo storico della nostra siderurgia, come non ricordare il progressivo degrado dell'esperienza chiamata Italsider. È chiaro che ora lo Stato non può permettersi di uscire di scena. Ma il suo impegno deve concentrarsi sulla vendita totale dell'ex Ilva. Nessun fritto misto come insiste Flacks group. Il Paese non vuole averlo sullo stomaco.
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