Tempesta in arrivo per i contribuenti a non essere in regola con il Fisco: le verifiche effettuate sulle imposte per l'anno 2025 hanno permesso di stanare più di 200mila cittadini inadempienti, su cui l'Erario spera di riuscire a monetizzare invitandoli a mettersi in regola.
Ecco perché sono pronte a partire le circa 2,4 milioni di lettere di compliance annunciate per il 2026, vale a dire quelle comunicazioni bonarie tramite le quali l'Agenzia delle Entrate segnala anomalie o incongruenze nelle dichiarazioni fiscali, invitando il presunto evasore a correggere gli errori: non si tratta ancora di accertamenti formali o cartelle esattoriali, ma di strumenti di adesione spontanea per regolarizzare la propria posizione.
Con l'incrocio di una vasta mole di dati derivante dall'analisi di conti correnti, depositi, utenze, dati catastali, movimenti di denaro e fatture elettroniche, gli agenti del Fisco hanno analizzato la posizione di milioni di contribuenti italiani definendo circa 200mila criticità: tra queste risultano 116mila individui i quali non hanno presentato la dichiarazione dei redditi pur percependo guadagni tracciabili ed essendo pertanto regolarmente censiti, e ulteriori 86mila che potremmo definire cittadini "fantasma", ovvero invisibili all'Erario in quanto da sempre operanti nel mercato sommerso e in grado di creare il loro reddito completamente in nero.
Le lettere di compliance raggiungeranno pertanto questi contribuenti inadempienti, fornendo loro un'ultima possibilità di regolarizzare la propria posizione nei confronti del Fisco attraverso l'adempimento spontaneo. Il raggio d'azione di questi avvisi riguarderà principalmente tre precise tipologie di anomalie, vale a dire le omissioni fiscali (modelli dichiarativi non presentati), le discrepanze sull'Iva (incongruenze legate alle fatture emesse) e le irregolarità nei flussi (discrepanze riscontrate nei corrispettivi d'incasso).
Per allontanare i timori legati ad accertamenti massivi e privi di flessibilità, Vincenzo Carbone, direttore della Divisione Servizi dell'Agenzia delle Entrate, ha fornito importanti rassicurazioni durante un recente forum di Telefisco. Il dirigente ha specificato che l'invio delle notifiche non sarà affidato ad algoritmi ciechi o a sistemi di intelligenza artificiale L'infrastruttura tecnologica verrà impiegata esclusivamente nella fase preliminare per mappare i profili di rischio evasione. La decisione finale di avviare la pratica resterà saldamente in mano agli operatori, che esamineranno nel dettaglio le situazioni più critiche. Questa strategia punta ad abbandonare i vecchi e inefficienti controlli a tappeto, ottimizzando l'impiego delle risorse ispettive laddove si concentrano i reali pericoli di frode.
Le lettere non raggiungeranno esclusivamente i 200mila insolventi dell'anno 2025, ma anche coloro i quali hanno commesso errori o anomalie nella compilazione delle dichiarazioni, invitandoli a verificare la correttezza dei propri dati. Come detto, si tratta ancora di un avviso bonario, per cui il passo successivo in casi del genere è quello di muoversi per evitare i tanto temuti accertamenti. A tal fine si può utilizzare il ravvedimento operoso, tramite il quale il contribuente può sanare la propria posizione beneficiando di sanzioni fortemente ridotte, fino a un sesto o un settimo del minimo edittale.
Qualora si riceva una comunicazione del genere, la prima cosa da fare è verificare le discrepanze rilevate dall'autorità finanziaria: qualora esse derivino da errori di sistema, come può ad esempio accadere per somme già tassate all'estero o trattenute direttamente alla fonte, è sufficiente raccogliere e presentare le relative prove per archiviare la pratica. Si procede online attraverso il CIVIS, lo sportello telematico di assistenza dell'Agenzia delle Entrate.
Il primo passo è l'accesso all'area riservata sul sito dell'AdE, usando le credenziali SPID, CIE o CNS, e poi quello al Cassetto Fiscale e l'area "L'Agenzia scrive" o "Consultazioni" per visualizzare la lettera e il dettaglio delle anomalie contestate. Nel menu dei servizi telematici, si seleziona CIVIS e poi la voce specifica per l'Assistenza sulle comunicazioni per la promozione dell'adempimento spontaneo. Qui si inseriscono i dati della comunicazione, ovvero il codice identificativo della lettera di compliance ricevuta e l'anno d'imposta di riferimento. Dopo questo si possono allegare le prove, caricando in formato elettronico (preferibilmente PDF) tutta la documentazione giustificativa che dimostra l'infondatezza della segnalazione o l'avvenuta regolarizzazione, e infine inviare l'istanza.