"Se mi chiedete se vogliamo acquisire Generali la risposta è no. Non abbiamo nessuna intenzione di mettere becco nella gestione di Generali". È stato chiaro il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della conference call con gli analisti circa l’Opas su Mps. Del resto, Messina non ha bisogno di comprare il Leone perché, se l’operazione andrà in porto, avrà già blindato il 40% della compagnia triestina. Come? Sempre agli analisti, il banchiere ha spiegato che Su Generali "tutti gli investitori privati avranno sicuramente un'idea positiva dell'operazione. Abbiamo ottimi rapporti con Delfin e con Caltagirone e ritengo che avranno un atteggiamento positivo rispetto a questa operazione, che accoglieranno con favore". La cassaforte della famiglia Del Vecchio possiede circa il 10% di Generali e Caltagirone il 6,3%. Gli stessi due soci pesano anche in Mps: Delfin è primo azionista con il 17,5%, mentre Caltagirone è secondo socio con il 10,3 per cento.
Intanto, contestualmente al via libera all’offerta su Mps, il cda di Intesa Sanpaolo ha approvato l’acquisto del 3,01% del Leone e la sottoscrizione di un contratto derivato di copertura sulla stessa partecipazione. Il motivo? "Vogliamo mantenere e dobbiamo evitare possibili mosse da parte di Generali che potrebbe acquisire il 3% di Intesa. Sapete che abbiamo già sperimentato questi approcci, si può sbagliare una volta ma non di più", ha spiegato Messina, rispondendo a una domanda degli analisti. "Non abbiamo bisogno di avere il 3% di Generali per applicare il Danish Compromise - sottolinea - che secondo noi verrà applicato comunque, come immaginiamo sulla base delle interazioni con le autorità. Non ha senso calcolare il Cet1 senza”, ha aggiunto.