"Mondo più pacifico di un anno fa": prende forma il Board of Peace di Trump per Gaza

Scritto il 22/01/2026
da Francesca Salvatore

Alla firma attesa a Davos partecipano solo alcuni Paesi: Regno Unito, Francia e Italia restano fuori, mentre Mosca e Israele assenti

A margine del World Economic Forum, oggi è il giorno della cerimonia di firma della carta istitutiva del Board of Peace, l’iniziativa internazionale promossa da Donald Trump. "Tutti vogliono essere parte di questa giornata e stiamo lavorando con molti altri inclusi l'Onu", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti alla cerimonia di in corso a Davos. "La pace in Medio Oriente oggi c'è", ha aggiunto. Alla vigilia dell’evento, il quadro che è emerso, tuttavia, è quello però di un debutto divisivo, segnato da adesioni selettive e da assenze politicamente rilevanti, soprattutto in ambito europeo. "Abbiamo posto fine a 8 guerre e un'altra terminerà molto presto, quella che pensavo fosse la più semplice, invece è la più difficile", ha annunciato Trump riferenosi all’Ucraina.

Trump ha firmato lo Statuto e ha invitato sul palco i 20 rappresentanti dei paesi che hanno aderito al Consiglio, con lui sul palco il genero Jared Kushner, il segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato statunitense Steve Witkoff. Tony Blair è fra gli ospiti di rilievo, essendo stato nominato nel Consiglio esecutivo, che dovrebbe "rendere operativa" la visione del consiglio riguardo alla transizione postbellica di Gaza. A Davos è presente anche Nikolay Mladenov, politico bulgaro nominato nel Board in qualità di Alto Rappresentante.

Tra i capi di governo ci saranno il presidente argentino Javier Milei e il presidente indonesiano Prabowo Subianto, entrambi alleati di Trump; il presidente del Paraguay Santiago Peña, il presidente dell'Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev, il primo ministro dell'Ungheria Viktor Orban."Oggi a Davos, il presidente degli Stati Uniti ha lanciato una nuova iniziativa: il Consiglio di pace. L'Ungheria è tra i paesi fondatori, perché l'Ungheria ha bisogno di pace per continuare a crescere e svilupparsi", scrive in un tweet il primo ministro ungherese. Finora, l'Ungheria è l'unico Stato membro dell'Ue ad aver aderito all'iniziativa. Tra i partecipanti figurano anche ministri e diplomatici provenienti, tra gli altri, dall'Arabia Saudita, dal Bahrein, dalla Turchia e dal Marocco. Tra le presenze internazionali confermate o attese figura la Turchia, che dovrebbe essere rappresentata dal ministro degli Esteri Hakan Fidan, incaricato di firmare la carta a nome del governo di Ankara. La partecipazione turca è considerata uno dei segnali politici più chiari di sostegno all’iniziativa.

Alla firma di oggi non hanno preso parte Regno Unito, Francia, Italia e diversi Paesi nordici. Le rispettive cancellerie hanno fatto sapere che non intendono aderire al nuovo organismo o che, in ogni caso, non saranno rappresentate alla cerimonia. "C'è un'enorme mole di lavoro da fare, oggi non saremo tra i firmatari", ha dichiarato la titolare del Foreign Office britannico. Per poi entrare nel merito delle preoccupazioni rispetto a una presenza del presidente russo: "Si tratta di un trattato legale che solleva questioni molto più ampie, quando non abbiamo ancora visto alcun segnale da parte sua che ci sarà un impegno per la pace in Ucraina". I dubbi avanzati da Londra riguardano anche il fatto che l'organismo prevede uno statuto tale da non limitarne il ruolo alla sola Striscia, con la possibilità di creare una rivalità rispetto all'Onu.

Alcuni leader aderenti non sono attesi alla cerimonia. Tra questi il presidente russo Vladimir Putin, la cui adesione è stata annunciata da Trump ma senza conferma di una partecipazione fisica, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, indicato come favorevole all’iniziativa ma non presente alla firma.

Diversi Paesi hanno dichiarato che aderiranno al Board. Molti non hanno ancora risposto agli inviti di Trump. Un funzionario della Casa Bianca ha affermato che si prevede che circa 30 Stati aderiranno al consiglio, gli inviti sono circa 50. Al momento, i Paesi che hanno accettato l'invito a unirsi al consiglio sono: Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bielorussia, Bulgaria, Egitto, Ungheria, Indonesia, Giordania, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Mongolia, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan, Vietnam. Questi, invece, i Paesi che non aderiranno, almeno per ora: Francia, Norvegia, Slovenia, Svezia, Regno Unito. Fra le nazioni che sono stati invitate ma non hanno ancora confermato l'impegno figurano Cambogia, Cina, Croazia, Germania, India, Italia, Paraguay, Russia, Singapore, Thailandia, Ucraina.