Ora anche il Canada simula la guerra contro gli Usa

Scritto il 22/01/2026
da Valerio Chiapparino

In crisi le relazioni tra Washington e Ottawa. Il premier canadese Mark Carney: "L'ordine internazionale a guida Usa non esiste più". Trump: "Il Canada vive grazie agli Stati Uniti"

Ad un anno dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, le relazioni tra Washington e i suoi principali partner della Nato attraversano uno dei momenti più difficili dalla nascita dell'Alleanza atlantica. Le minacce del tycoon sulla Groenlandia (ritirate nelle ultime ore dopo la "svolta di Davos", comunque tutta da confermare) hanno ricordato una volta di più tra gli alleati come il legame con l'America sia più fragile che mai e come, in questo contesto ad alta instabilità internazionale, nessuno scenario possa essere scartato. Persino quello di un possibile conflitto con gli Stati Uniti.

La prospettiva di un'indicibile guerra con Washington, assurda sino a pochi mesi fa, è stata presa in considerazione dalle Forze Armate canadesi che, per la prima volta in un secolo, hanno simulato un'invasione militare da parte del vicino e la potenziale risposta del Canada. La notizia dell'incredibile war game è stata rivelata al Globe and Mail da due alti funzionari governativi di Ottawa, i quali si sono affrettati però a precisare che la simulazione è puramente teorica e precauzionale e che un'invasione americana resta un'ipotesi improbabile.

Il modello analizzato dall'esercito canadese prevede che l'attacco Usa cominci da sud e che, in appena due giorni o al massimo entro una settimana, la superpotenza riesca ad occupare le posizioni strategiche del Canada via terra e via mare. Ottawa non ha abbastanza unità ed equipaggiamenti militari per respingere un'invasione e gli strateghi canadesi sarebbero pertanto pronti a mettere in campo tattiche di guerra non convenzionale, inclusi sabotaggi, imboscate e blitz di droni.

Un funzionario consultato dal Globe and Mail ha dichiarato che il modello che il Canada seguirebbe sarebbe ispirato a quello dei mujaheddin, i guerriglieri che negli anni Ottanta combatterono contro i russi in Afghanistan. "Lo scopo di tali tattiche", ha affermato la fonte del quotidiano canadese, "sarebbe quello di infliggere perdite di massa alle forze di occupazione statunitensi". Oltre a ricorrere a tattiche di guerra asimmetrica, il Canada chiederebbe l'aiuto di altre potenze nucleari, rivolgendosi in particolare alla Francia e al Regno Unito.

La notizia del war game ha generato reazioni contrapposte. Un funzionario canadese ha affermato che i rapporti tra i due vicini rimangono positivi e il generale in pensione Mike Day ha definito "fantasiosa" una possibile invasione americana del Canada. Altri hanno invece sottolineato che rafforzare le difese di Ottawa e predisporre piani militari contribuirà a ridurre eventuali minacce, anche se minime.

C'è da dire che le relazioni con il Canada appaiono al limite della rottura. Trump ha più volte dichiarato che vorrebbe che il vicino del nord diventasse il 51esimo Stato americano e, secondo un sondaggio condotto l'estate scorsa, la maggior parte dei canadesi considera gli Stati Uniti la più grande minaccia al loro Paese. Nelle ultime ore il premier canadese Mark Carney ha pronunciato al World Economic Forum di Davos un discorso nel corso del quale ha affermato che l'ordine internazionale a guida Usa non esiste più. La risposta del presidente americano all'intervento di Carney, che ha anche espresso il suo sostegno a Groenlandia e a Danimarca e ha invitato le potenze di medio livello ad agire insieme, non si è fatta attendere."Il Canada vive grazie agli Stati Uniti", ha detto ieri Trump a Davos aggiungendo che i canadesi "dovrebbero esserci grati, ma non lo sono".