Khamenei jr è la Guida Suprema. Ma Trump e Bibi: "Non durerà"

Scritto il 09/03/2026
da Francesco De Remigis

Scelto Mojtaba: "Il nome del padre continuerà". Il tycoon: "Inutile senza la nostra approvazione". L'Idf: "È nel mirino". Netanyahu: "Piano per il cambiamento in Iran"

Parere "decisivo e unanime". Ma nella massima riservatezza su chi fosse effettivamente. Ieri è stato annunciato così l'accordo che avrebbe dato alla Repubblica islamica una nuova Guida Suprema. Erede di Ali Khamenei tenuto nascosto fino all'ultimo minuto dall'Assemblea degli Esperti, gli 88 membri "virtuosi e dotti", riuniti ieri in un Paese ancora sotto attacco. Per lunghe ore, solo indizi. Hojjatoleslam Jafari, rappresentante nell'Assemblea, in mattinata non nascondeva la fretta; chiedendo che "tutto il popolo iraniano sia soddisfatto il prima possibile". Netanyahu, da Israele, annunciava intanto "un piano specifico con molteplici opzioni per indebolire il regime iraniano e portare a un cambiamento".

In realtà un nome c'era già. Ma non condiviso da tutto l'establishment iraniano, con il potente Ali Larijani, tornato al centro del sistema di potere sin dalla scorsa estate anche come capo del Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale, che si sarebbe messo di traverso alla nomina di Mojtaba, il figlio di Khamenei. Ed anche per questo il nome non sarebbe stato annunciato subito, secondo il sito indipendente IranWire.

A sostenere Khamenei jr sarebbe invece Mohammad Baqer Qalibaf, presidente del Parlamento, che con Larijani ha gestito i gangli di un Paese in supplenza e a forte rischio squilibrio. Nella lotta per la leadership suprema, Larijani avrebbe sostenuto suo fratello, Sadeq Larijani, alto esponente religioso. Assemblea degli esperti nella morsa anche dei pasdaran. Il ritardo nell'elezione è "amaro e indesiderato per tutti spiegava in un video Jafari quindi non dovremmo avere brutti pensieri sui nostri rappresentanti in questo momento difficile". Divisioni tra chi voleva dare pubblicità immediata all'erede di Khamenei ancor prima che venisse formalizzato, anche a costo della vita, e chi temeva che un bersaglio di morte sulla schiena non fosse la via maestra. Sotto anonimato, un membro dell'Assemblea affermava che il nome di Ali Khamenei come leader "continuerà a esistere". Indizi di un chiaro posizionamento, peraltro già emerso nei giorni scorsi. E che i media dell'opposizione iraniana avevano di fatto spoilerato. Filtrava anche che la nuova Guida era stata scelta su consiglio del defunto leader; che l'erede avrebbe dovuto "essere odiato dal nemico" e che "il Grande Satana (gli Usa, ndr) ha fatto il suo nome". Così l'ayatollah Mohsen Heidari Alekasir dava la linea di indirizzo.

Ben diverse le condizioni poste dagli Usa. La Guida Suprema "dovrà ottenere la nostra approvazione", le parole di Trump alla vigilia della riunione. "Se non la otterrà, non durerà a lungo", l'alert del presidente americano che ha accresciuto le cautele dei chierici. La Casa Bianca vuole assicurarsi "di non dover tornare indietro ogni dieci anni". Usa disposti a lavorare con eventuali elementi rimasti in vita. "Non voglio che tra cinque anni si debba tornare a fare la stessa cosa o peggio lasciare che abbiano un'arma nucleare". Ieri gli ha risposto il ministro degli Esteri Aragchi. "Non permetteremo a nessuno di interferire". Trump nei giorni scorsi aveva già definito "inaccettabile" Mojtaba, secondogenito di Khamenei. E mentre ieri l'esercito israeliano faceva sapere che Tel Aviv "continuerà a perseguire il successore", i religiosi iraniani iniziavano a distillare le caratteristiche del suo profilo. E che era "un Khamenei il nuovo leader", sfidando ancora Washington.