"Il politicamente corretto è la castrazione delle idee"

Scritto il 22/01/2026
da Hoara Borselli

L'ex governatore (omosessuale) Nino Spirlì fa a pezzi gli Lgbt: "Vadano a Teheran". E su Schlein: "Zio Gaetano"

Onorevole Nino Spirlì, facciamo una intervista?

"A una sola condizione".

Quale?

"Che sia scorretta. Anzi, scorrettissima".

Nino Spirlì ha 64 anni. Calabrese e leghista. È stato anche per diversi mesi presidente facente funzioni della Regione. Ha un tumore al pancreas ma non ha paura della morte. È dichiaratamente omosessuale. Spesso fa scandalo per il suo modo di parlare schietto e tagliente.

Come sta?

"Mi ha visto proprio ieri l'oncologo. Ha detto che per ora non morirò (almeno, di cancro al pancreas)".

Se questa intervista dev'essere scorretta inizi col dirmi cos'è il politicamente corretto.

"La castrazione. Io ho sempre detestato la castrazione. Per me ognuno dice e fa quello che vuole, che sente, che pensa, a prescindere dai divieti. Se gli metti dei paletti gli stai dicendo: Amico mio, la tua esistenza sulla terra è inutile perché ti potrei sostituire con una scimmia ammaestrata".

Però forse è giusto fare attenzione alle parole che si usano. Alcune possono offendere.

"Non è la parola a offendere ma il sentimento che viene messo nella parola".

Si spieghi.

"Da ragazzino sentivo dire di una donna che era un po' più esuberante: Guarda questa ballerina. Volevano offenderla e la paragonavano a una grande artista come Carla Fracci."

Le parole non sono imputabili?

"No. Io per esempio dico negro".

Non è un termine offensivo?

"No. Se dico negro non offendo nessuno. Non dico sporco negro, dico negro, per distinguere una razza dall'altra. Le razze esistono. Esiste la razza negroide come esiste la razza bianca".

Potrebbero darle del razzista

"Della parola razzista io faccio carta igienica".

Non la ferisce questa accusa?

"No. Io dico anche zingaro. Come devo dire: rom, sinti, camminante? Pensi alla Traviata: noi siamo zingarelle. Non va bene? Come dobbiamo cantare: noi siamo sinti e rom e camminanti?".

Esiste l'omofobia?

"Detesto il termine gay che vuol dire allegro. Io ero omosessuale anche quando mio padre mi stava morendo tra le braccia e non ero allegro. Il termine ricchione non mi offende. Se mi dicono gay mi fanno girare i coglioni. E poi gay è una parola che si è avvicinata a tutte quelle parate inventate dai gay americani. Si devono fare il ciuffo biondo, le unghie laccate a me queste cose fanno orrore".

Cosa pensa dei bisex, quelli che oggi vengono chiamati fluidi?

"Non la pronunci nemmeno quella parola. Mi fa pensare a una ameba".

E come devo dire?

"Io dico etero-froci".

Gli Lgbtq la rinnegheranno.

"Mi hanno rinnegato da sempre. Per me loro sono il massimo della aberrazione. In un costante braccio di ferro con la religione. Alle parate si vestono da preti col culo di fuori. Gli chiedo: perché non vi vestite da Khamenei col culo di fuori? Lo sapete che un frocio o una lesbica in un paese islamico vivono come i gatti in tangenziale? Ho visto i froci in corteo con le bandiere pro-Pal. Ma a Gaza li impiccano i froci. È la sindrome di Stoccolma".

Eppure ci sono diversi intellettuali, anche omosessuali, che difendono i musulmani.

"Conosco Vladimir Luxuria. E gli dico: perché non vai a Teheran, a La Mecca, in Afghanistan, vediamo quanto duri a dire che vanno difesi i diritti degli omosessuali".

Ha avuto problemi ad affermare questa sua mentalità?

"Con loro? Certo, sono considerato il frocio omofobo fascista".

E come risponde?

"Rispondo: quando io ero ricchione voi dovevate ancora nascere".

Lei come si autodefinisce?

"Una vera vecchia checca d'altri tempi. Siamo ricchioni artigianali, fatti a mano. Mica roba cinese".

I suoi genitori come presero la sua omosessualità?

"Un giorno ho detto a mio padre: Sai, Spirlí, mi sono innamorato di un uomo. Mi ha risposto: Sei felice?. Gli ho detto di sì. E allora va bene".

Ma suo padre lo chiamava per cognome?

"Sí".

Da sempre le piacciono gli uomini?

"No. Prima ho cavalcato le due onde, poi ho trovato più comodo l'uomo. Ho sempre temuto che una donna mi chiedesse di fare un figlio".

Gli omosessuali non devono avere figli?

"Vedo i froci che vanno a comprarsi un figlio e dico: Ma come, nostro signore ci ha donato l'omosessualità e tu ti vai a comprare un figlio? E poi scegli anche il colore degli occhi? Ma allora sei nazista!"".

Siamo un paese omofobo?

"Mi viene da ridere. Siamo tutti ricchioni, da sempre. L'omofobia è quella dei paesi islamici".

Abbiamo una donna dichiaratamente omosessuale a capo dell'opposizone, Elly Shlein.

"Si, lo zio Gaetano".

Che c'entra lo zio Gaetano?

"La chiamo così perché si veste proprio come vestiva mio zio Gaetano".

Quando l'ha vista ballare sul carro del gay pride?

"Ho pensato: se ci fosse ancora Pajetta, o Pietro Ingrao, si chiederebbero: dove abbiamo sbagliato?".

Come definirebbe la sua omosessualità?

"Spartana, non ateniese".

Boldi messo alla gogna perché ha detto fica.

"Che c'è di male a dire fica? Dobbiamo negare che le donne posseggono la fica?".

Da quanto è che lei convive con questo cancro?

"Per quattro mesi ci ho convissuto a mia insaputa. Avevano scambiato il mio cancro per colangite. Eppure avevano tutte le macchine necessarie per la diagnosi. E il cancro che era di un centimetro si è quadruplicato".

Come la prende?

"Io sorrido".

Perché?

"Detesto il pietismo e la spettacolarizzazione del dolore. Dicono: Ne parlo per darne la mia testimonianza. Ma non dire sciocchezze: ne parli per parlare di te stessa".

Chi l'ha curata?

"Una equipe formidabile al San Raffaele a Milano. Prima che andassi da loro mi avevano detto: morirai nel 2024. Sono qui".

Come si comporta il cancro?

"Mi ricatta. Col malessere, col dolore. Mi vorrebbe chiuso in una stanza buia. Invece me lo porto in giro dovunque, a cena, a Roma, a Milano".

Lei crede in Dio?

"Sì. Mi siedo davanti al tabernacolo e chiacchiero. L'altro giorno lui mi ha detto: Quando vieni tu mi fai ridere".

Chi, Dio?

"Sì. Mi ha detto: Prima è venuto uno che aveva un figlio ferito col motorino, poi uno perseguitato dal fisco, poi uno col mal di pancia. Vengono a dirlo a me che ho perso un figlio di 33 anni e nessuno mi ha fatto le condoglianze! Non mi ascolta nessuno. Invece con te sto bene, non ti lamenti e mi lasci parlare".

Non gli chiede niente?

"Gli ho chiesto se diceva al mio angelo custode che mi procurasse arance sanguinelle. Poi sono andato a casa e mia zia mi aveva portato le arance sanguinelle".

Quanto aiuta avere Dio?

"Dà fiducia, speranza e buonumore".

Esiste il peccato?

"Esiste l'errore nei confronti dell'altro: colpa, peccato, reato, chiamalo come vuoi".

E la morale esiste?

"No. Esiste il rispetto degli altri".

È bello il potere?

"È bello il poter fare. Non il poter sopraffare".

Che valore ha il sesso?

"Una delle componenti della nostra vita terrena".

Com'era Spirlí da bambino?

"Come adesso: sfrontato".

Quando si è innamorato della politica?

"A quattro o cinque anni andavo con mio padre alle riunioni. Mi piacevano. Mio padre era liberale, vicino al Msi. Però aveva amici comunisti".

Una cosa che invidia alla sinistra?

"La bandiera rossa. A me piace il rosso".

Chi era Jole Santelli?

"La mia amante senza sesso".

La Calabria cosa rappresenta?

"È un Eldorado. Lei lo sa ma non gliene frega niente".

La 'ndrangheta?

"La malavita c'è ovunque. Anche a Washington. La Calabria però si bea di questa presenza".

Chi è Giorgia Meloni?

"Sta insegnando a tutte le donne come si fa a essere madre, leader politica, lavoratrice. Da un punto di vista politico è esattamente quello di cui avevamo bisogno. Abbiamo avuto regimi imposti dai corridoi, dai poteri occulti. Lei è stata nominata dal popolo. Ha superato Thatcher, Indira Gandhi, Golda Meir. È ipermoderna".

Lei è leghista nell'animo?

"Mi ha avvicinato Matteo Salvini. La prima Lega l'abbiamo avuta molto in antipatia qui al Sud. Matteo è riuscito ad umanizzare l'ideologia politica. Oggi è una ideologia nazionale".