Non è mai stato un presenzialista Gerry Cardinale. Ma negli ultimi tempi, in particolare durante la stagione passata scandita dalla feroce contestazione della tifoseria, è rimasto a debita distanza da Milanello e casa Milan oltre che da San Siro (ultima apparizione con Milan-Venezia di settembre 2024) diventato nel frattempo una bolgia piena di cori di segno polemico. Ieri il finanziere americano è spuntato all'improvviso a Milano e ha provato a colmare la lacuna. Perché nel giro di qualche ora - dopo il viaggio a Londra per studiare il progetto della NBA italiana con coinvolgimento del club rossonero - è passato prima da Milanello e qui, per la prima volta, ha stretto la mano ad Allegri, salutato il ds Tare, scortato da Furlani (incontro definito dalle fonti interne molto cordiale) e da Ibra.
Il servizio fotografico pubblicato dal club ha segnalato in particolare due siparietti: il primo con Modric (foto AcMilan), l'ex Pallone d'oro, e il secondo con Pulisic, capitan America, da sempre considerato suo pupillo perché capitano anche della nazionale Usa prossima al mondiale. Da Milanello poi il proprietario del Milan ha raggiunto gli uffici di casa Milan dove ha salutato i dipendenti e incontrato il presidente Scaroni (per avere aggiornamenti sul dossier nuovo stadio) oltre che una serie di dirigenti di prima fila. Il messaggio indiretto lanciato è stato: continuità a livello operativo. Indispensabile in questi giorni perché le indiscrezioni, confermate, del cambio di creditore avevano provocato qualche fuga in avanti di scenari apocalittici. Il fatto che Cardinale, sia poi ripartito al volo per gli Usa, senza rilasciare interviste significa che non cambierà per ora il modello operativo del Milan, costretto a vivere di bilancio in attivo e quindi ad autofinanziarsi attraverso il mercato (con le plus valenze incassate da Tonali a Reijnders). Per capirci al volo: sul mercato di gennaio non cambia niente proprio mentre la concorrenza si fa più agguerrita (leggi gli interventi di Roma, Juve e Napoli).