Più di un milione alla messa di Leone

Scritto il 08/06/2026
da Nico Spuntoni

L'abbraccio di Madrid a Prevost. "La religiosità non è un museo ma una scuola di fede"

La temperatura oltre i 30 gradi non ha fermato la marea umana che ieri mattina si è riversata nelle vie del centro di Madrid per salutare il Papa. Le cronache dei media spagnoli parlano chiaro: la messa in plaza de Cibeles è stato un momento «storico». Nella vigilia si prevedeva la presenza di circa un milione di fedeli, ma alla fine si è arrivati addirittura al milione e duecentomila presenti.

Una folla che Leone XIV ha attraversato in papamobile, con numerose soste per benedire i bambini. Giunto in piazza, per la liturgia il Papa ha indossato una casula ispirata alle opere di José Luis Galicia, pittore amico di Picasso. L'omelia ha ricordato che per Madrid e per la Spagna «il Corpus Domini non è una delle tante feste del calendario liturgico, ma un ritornare alle radici della fede per rinnovare l'amore e la fedeltà a Dio». Un omaggio a quella fede cristiana radicata nella storia e nella cultura iberica a cui sabato aveva fatto riferimento nel discorso di benvenuto re Felipe VI (presente alla messa con Letizia). Prevost ha avvertito che il patrimonio della religiosità non deve essere considerato «un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi». Una scuola, ha detto, che «ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello». E riflettendo sulla solennità del Corpus Domini, Leone ha esortato i fedeli ad uscire dalla condizione di «una fede comoda e privata».

Al termine della messa il Pontefice ha guidato la processione nelle strade limitrofe, portando personalmente l'ostensorio che conteneva l'ostia consacrata. Lungo calle Alcalá e poi ancora attraverso la Gran Vía fino al ritorno in plaza de Cibeles, sotto un baldacchino e preceduto dal lancio di petali dei bambini, Prevost ha potuto toccare con mano quel «sentimento spirituale» del popolo spagnolo di cui aveva parlato nell'omelia e che «si manifesta anche attraverso la bellezza e l'eleganza dei tappeti floreali, degli altari nelle strade, della cura degli ostensori e degli espositori, dei canti e dei paramenti». Tornato all'altare, dopo un momento di preghiera, il Pontefice è stato travolto dall'ovazione del milione e duecento mila presenti e si è leggermente commosso proprio come la sera dell'elezione a san Pietro. La seconda giornata a Madrid è proseguita con l'incontro privato in nunziatura riservato agli agostiniani locali.

Nel tardo pomeriggio Leone è arrivato alla Movistar Arena per l'incontro dal titolo «Tessere reti con il mondo della cultura, dell'arte, dell'economia e dello sport». L'impianto si è riempito di delegazioni già diverse ore prima dell'arrivo del Papa, dando l'ennesima dimostrazione dell'eccezionale risposta di popolo a questo viaggio apostolico. Il successo di ieri aiuterà Prevost ad affrontare la giornata di oggi durante la quale sono previsti alcuni degli appuntamenti più importanti di questi sette giorni in Spagna. In agenda c'è il faccia a faccia con Pedro Sánchez, il premier socialista che ama definirsi «convintamente ateo». Poi Leone incontrerà e parlerà davanti ai parlamentari spagnoli, diventando così il primo Papa della storia a mettere piede nel Congresso dei deputati. Più tardi vedrà anche i vescovi spagnoli nella sede della Conferenza episcopale. È stata proprio quest'ultima ad organizzare, sempre per oggi, il colloquio del Papa con un gruppo di vittime di abusi commessi dal clero. Non ci sono conferme ufficiali ma questo delicato appuntamento dovrebbe andare in scena dopo pranzo all'interno dei locali della nunziatura, prima che Leone si rechi nella cattedrale di Santa Maria dell'Almudena.