Il caso dei bambini di cinque scuole modenesi, quattro elementari e una dell’infanzia, che cantavano battendo le mani "Free free Palestine" davanti a un indagato per terrorismo, ovvero Sulaiman Hijazi, ha scosso il mondo della politica e ora anche quello diplomatico.
A intervenire, infatti, è l’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, che ha anche plaudito il pronto intervento da parte del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara nel mandare gli ispettori negli istituti scolastici per verificare la dinamica e individuare i responsabili: “Bambini indottrinati all’odio da parte di estremisti islamici legati a Mohammad Hannoun, alla presenza del sindaco di Modena, città che ha recentemente subito un attentato terroristico. Episodio deplorevole che desta estrema preoccupazione e che deve essere condannato da chiunque abbia a cuore in futuro dell’Italia. Accolgo con favore l’avvio di un’inchiesta da parte del ministro Valditara”, scrive allegando l’articolo de Il Giornale da cui nasce l’inchiesta.
Questo perché Hijazi non è un semplice pro Pal, bensì il braccio destro di Mohammad Hannoun, in carcere in custodia cautelare dal 27 dicembre con l’accusa di essere l’uomo a capo della cupola di Hamas in Italia. E che proprio lui, Hijazi, che ha gioito per il 7 ottobre, fosse a contatto con dei bambini è sconcertante.
