Era stata fissata per stamattina. Ora è in programma per il 17 marzo, cioè per martedì prossimo. Slitta l'udienza al Tribunale del Riesame di Milano per discutere la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla difesa di Carmelo Cinturrino, l'assistente capo di polizia in carcere a San Vittore per l'omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso nel boschetto di Rogoredo lo scorso 26 gennaio durante un controllo antidroga.
Gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giugno hanno chiesto e ottenuto il rinvio perché hanno bisogno di più tempo per completare alcuni approfondimenti in merito alla ricostruzione del delitto e per leggere con attenzione le carte depositate dalla procura che sono le stesse allegate alla misura cautelare disposta, su richiesta del pubblico ministero, dal gip Domenico Santoro lo scorso 25 febbraio.
Secondo quanto riferito, infatti, i due legali hanno avuto il via libera all'accesso agli atti del fascicolo solo giovedì scorso. Sarebbero potuti andare fisicamente in cancelleria venerdì, ma quel giorno non sono potuti entrare al palazzo di Giustizia per via dell'allarme bomba che ha paralizzato tutte le attività per almeno 24 ore.
Cinturrino ha sempre respinto l'imputazione di omicidio, affermando invece di aver agito per legittima difesa. Ha inoltre smentito qualsiasi condotta illegale nelle operazioni antidroga svolte durante il suo incarico al commissariato di viale Mecenate. Proprio su tali interventi (una decina di episodi di presunte estorsioni e violenze) la procura sta conducendo accertamenti, a seguito delle denunce presentate da colleghi di Cinturrino, da spacciatori, da tossicodipendenti e da ulteriori testimoni.
