Una nuova violenza tra minorenni, un altro accoltellamento in una settimana. Sono giorni di preoccupazione a Genova, dopo che nella notte tra sabato e domenica un 16enne è stato colpito con un fendente alla schiena. L'allarme arriva questa volta dal centro storico: il giovanissimo, straniero, si trova nei pressi di stradone Sant'Agostino - nel cuore della movida - quando viene colpito con un colpo fulmineo prima di crollare a terra.
Accade tutto poco prima delle 2 del mattino, in piazza Renato Negri, davanti al teatro della Tosse e a breve distanza dalla facoltà di Architettura, in una piazza molto frequentata anche nelle ore serali. Subito è caos: nella concitazione l'aggressore si dà alla fuga e fa perdere le sue tracce. Sono alcuni passanti a chiamare aiuto, dopo aver sentito i lamenti e le richieste di aiuto del ragazzino. Il 16enne viene immediatamente trasferito al pronto soccorso del San Martino in codice rosso. Grave, ma non in pericolo di vita, è stato operato e stabilizzato e la prognosi è stata sciolta. Quando potrà essere sentito dagli inquirenti il giovanissimo potrà raccontare quei drammatici momenti e aiutare a ricostruire ciò che è successo. Ma intanto è subito cominciata la caccia all'aggressore: nessuno dei ragazzi presenti è riuscito a fornire dettagli utili a carabinieri e agenti di polizia - che hanno già acquisito i filmati del sistema di videosoveglianza per ricostruire l'aggressione e il percorso del fuggitivo attraverso le tante telecamere presenti nel centro storico di Genova.
Considerato il luogo in cui è avvenuta l'aggressione non è escluso che all'origine dell'accoltellamento ci siano questioni legate alla droga. La zona è infatti storicamente caratterizzata da spaccio e microcriminalità e anche in questa direzione si stanno indirizzando le ricerche degli investigatori. Più in generale, a preoccupare i genovesi è il fenomeno di violenza crescente in città, soprattutto tra minorenni. Solo una settimana fa - nella notte tra il 28 febbraio e il primo marzo, sempre tra sabato e domenica - un 13enne di origini tunisine è stato accoltellato all'addome e al torace mentre tornava a casa con il fratellino a bordo di un autobus. A colpirlo un 16enne di origini albanesi con cui la vittima aveva discusso due settimane prima e con cui continuava ad avere discussioni e litigi da giorni. Una recrudescenza e spudoratezza preoccupante. «Episodi di questa natura si stanno verificando con una frequenza allarmante. Le dinamiche di questi mesi evidenziano un disagio giovanile sempre più profondo, che coinvolge fasce d'età sempre più basse» ammette la sindaca di Genova Silvia Salis. La quale poi però tira in ballo il governo: «La polizia locale ha ulteriormente potenziato la propria azione, anche grazie al nuovo Piano per la sicurezza urbana in fase di attuazione in questi giorni. Tuttavia, è indispensabile un cambio di passo da parte dello Stato. I Comuni non possono e non devono essere lasciati soli, non servono solo risorse per la repressione. Sono necessari interventi strutturati che uniscano educazione e prevenzione a un controllo capillare e al presidio costante di tutto il territorio».
