La previdenza complementare in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione tra nuove regole, crescita degli aderenti e una riflessione sempre più urgente sulla sostenibilità del sistema pensionistico in un Paese che invecchia rapidamente. Queste tematiche saranno al centro della Relazione annuale della Covip, l'Authority di vigilanza sui fondi pensione, mercoledì prossimo alla Camera.
I numeri che saranno presentati dal presidente Mario Pepe confermano il rafforzamento del comparto vigilato dalla Covip. Tra fondi pensione e casse professionali, le risorse amministrate sfiorano ormai i 400 miliardi di euro, configurando uno dei principali aggregati di risparmio istituzionale del Paese e una leva strategica per la stabilità economica e sociale nazionale.
Alla fine del 2025 risultavano operative 273 forme pensionistiche complementari e, per la prima volta, gli iscritti hanno superato quota 10 milioni. Un risultato che segna una crescita di circa il 5% rispetto all'anno precedente e porta il tasso di partecipazione al 39,9% della forza lavoro, contro il 33,8% registrato appena cinque anni fa. Parallelamente è cresciuto il patrimonio accumulato, salito a 262 miliardi di euro, pari all'11,6% del Pil, con un incremento annuo del 7,7 per cento.
Particolarmente significativo il dato relativo ai nuovi aderenti. Nel solo 2025 si sono registrate circa 757mila nuove iscrizioni, il valore più elevato dell'ultimo decennio. Un elemento che assume ancora maggiore rilevanza se si considera che oltre la metà dei nuovi iscritti ha meno di 35 anni, segnale di una crescente consapevolezza delle giovani generazioni sull'importanza della pianificazione previdenziale. Positivi anche i risultati delle Casse di previdenza professionali, che amministrano attività per circa 136 miliardi di euro, in crescita del 6,7% rispetto all'anno precedente, a tutela di oltre 1,7 milioni di professionisti e centinaia di migliaia di pensionati.
La relazione evidenzia inoltre il forte dinamismo normativo registrato tra il 2025 e i primi mesi del 2026. Tra le novità più rilevanti figurano l'istituzione dell'Arbitro sulle Controversie Previdenziali, le misure contenute nella legge di Bilancio, il rafforzamento della disciplina della sanità integrativa, l'ampliamento delle competenze attribuite alla Covip e l'innalzamento delle sanzioni amministrative.
Il sostegno alle giovani generazioni, poi, rappresenta da tempo una delle principali battaglie portate avanti da Mario Pepe. Negli ultimi mesi il presidente della Covip ha accolto con favore le innovazioni introdotte dalla legge di Bilancio, in particolare il meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti e l'introduzione della gestione life cycle, che consente di modulare gli investimenti in funzione dell'età dell'aderente. In una recente intervista il presidente della Commissione ha sostenuto la necessità di andare oltre con «un nuovo fondo che possa raccogliere le adesioni per la previdenza integrativa fin dalla nascita, in cui i genitori e i nonni possano iniziare a versare per i neonati».
Una proposta che trova spazio anche nella Relazione annuale, dove viene definita «salvadanaio previdenziale alla nascita» e viene indicata come una delle possibili risposte alle grandi sfide demografiche che attendono il Paese. I dati, del resto, parlano da soli: nel 2025 in Italia sono nati circa 355mila bambini a fronte di oltre 652mila decessi, mentre il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna. Gli over 65 hanno raggiunto quota 14,8 milioni e il tema dell'adeguatezza delle future pensioni diventa sempre più centrale.
Resta aperta anche la questione del rapporto tra risparmio previdenziale ed economia reale. Attualmente circa l'80% delle attività finanziarie dei fondi pensione è investito all'estero. L'obiettivo indicato dalla Covip non è imporre investimenti domestici, ma «creare condizioni affinché l'Italia diventi sempre più attrattiva per il capitale previdenziale di lungo periodo». Altrettanto centrale il tema del welfare complementare. Il comparto della sanità integrativa coinvolge oggi circa 18 milioni di iscritti, oltre 300 fondi e casse sanitarie e beneficia di un sostegno fiscale superiore a 3 miliardi di euro annui. Si tratta di un settore destinato ad assumere un'importanza crescente alla luce dell'invecchiamento della popolazione e della diffusione dei fenomeni di non autosufficienza.
