Intesa Sanpaolo lancia un’Opas su Mps: operazione da 30,6 miliardi. Accordo con Unipol per 635 filiali

Scritto il 08/06/2026
da Redazione web

L’offerta valorizza Siena 10,091 euro per azione. Nell’operazione entrano anche Unipol, Bper, Mediobanca e Generali.

Intesa Sanpaolo lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena. L’operazione, annunciata dal gruppo guidato da Carlo Messina, avrà a oggetto un massimo di 3.036.151.673 azioni Mps ed è subordinata al rilascio delle necessarie autorizzazioni preventive da parte delle autorità competenti. Il perfezionamento è atteso entro dicembre 2026.

L’offerta valorizza le azioni della banca senese 10,091 euro ciascuna ed è strutturata con un corrispettivo composto da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo e una componente cash di un euro per ogni azione Mps. Il premio riconosciuto è pari al 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di Borsa del Monte dei Paschi del 5 giugno. In caso di adesione integrale, il controvalore complessivo massimo dell’offerta sarà di circa 30,6 miliardi di euro.

Secondo Intesa Sanpaolo, l’operazione è “di mercato” ed è rivolta direttamente a tutti gli azionisti di Mps, ai quali viene offerta la possibilità di partecipare a un’aggregazione tra i due gruppi finalizzata alla piena valorizzazione delle rispettive potenzialità. Il gruppo risultante, si legge nella nota, si collocherebbe come secondo dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa e sarebbe in grado di raggiungere o superare già nel 2025, su base pro-forma, gli obiettivi del Piano d’Impresa di Intesa Sanpaolo al 2029.

L’integrazione, nelle intenzioni di Ca’ de Sass, consentirebbe di rafforzare il supporto all’economia reale e sociale, consolidando il ruolo di prima banca italiana radicata sul territorio nazionale e valorizzando il risparmio del Paese. Il gruppo risultante potrebbe contare, pro-forma al 2025, su circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, oltre 27 milioni di clienti — di cui circa 20 milioni in Italia — e una rete di consulenza di circa 21mila persone dedicate. Dal perimetro non ceduto di Mps arriverebbero oltre 250 miliardi di attività finanziarie della clientela, circa 6 milioni di clienti e oltre 2mila consulenti finanziari e private banker.

Il modello di business resterebbe focalizzato su Wealth Management, Protection & Advisory, con attività finanziarie della clientela previste a circa 2.000 miliardi di euro entro il 2029. Tra i benefici attesi, Intesa indica anche l’attivazione del potenziale di crescita legato ai circa 6 milioni di clienti acquisiti, grazie al proprio modello di servizio nel Wealth Management & Protection e alle fabbriche prodotto di proprietà esclusiva del gruppo.

L’operazione dovrebbe inoltre rafforzare la copertura internazionale nel Corporate & Investment Banking, anche attraverso il contributo di Mediobanca, con circa 500 persone dedicate, di cui circa la metà all’estero. Intesa prevede di valorizzare la complementarità tra le competenze della divisione Imi Corporate & Investment Banking e quelle di Mediobanca, mantenendo il brand Mediobanca. Il gruppo risultante si collocherebbe inoltre al primo posto in Italia nel credito al consumo, mantenendo, precisa la banca, una rigorosa gestione del rischio.

Sul fronte delle ricadute economiche, Intesa Sanpaolo prevede che il gruppo nato dall’operazione possa distribuire circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, contro i circa 50 miliardi previsti dal Piano d’Impresa 2026-2029. È inoltre prevista una distribuzione cash straordinaria per il biennio 2026-2027 pari a 2,7 miliardi di euro. Viene confermata la politica di remunerazione indicata nel Piano d’Impresa 2026-2029, con un payout ratio pari al 95% dell’utile netto contabile per ciascun anno del periodo 2026-2029: il 75% attraverso dividendi cash e il 20% tramite buyback, con ulteriori distribuzioni da valutare anno per anno a partire dal 2027.

Contestualmente all’operazione, Unipol ha sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per l’acquisizione di una banca composta da 635 filiali di Mps, una volta completata l’Opas lanciata da Ca’ de Sass sul Monte dei Paschi. La compagnia presieduta da Carlo Cimbri proporrà poi a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione tra la stessa Bper e la banca ceduta da Intesa. Il gruppo post-fusione assumerà il nome Banca Monte dei Paschi. A supporto dell’operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol assicurazioni fino a 2,5 miliardi di euro.

Unipol intende inoltre “conseguire il controllo di fatto” di Bper nell’ambito della combinazione con le filiali Mps rilevate da Intesa, senza tuttavia promuovere un’offerta pubblica di acquisto o scambio sull’istituto modenese, di cui è socio di riferimento con quasi il 20% del capitale. Il gruppo bolognese ha sottoscritto due contratti derivati, con scadenza massima rispettivamente a 25 e 35 mesi, aventi come sottostante il 4,99% del capitale di Bper e con facoltà di regolamento mediante consegna delle azioni. La stipulazione dei derivati è funzionale anche ad avere “un’ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper”.

Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo, a seguito della decisione di promuovere l’offerta su Mps, ha inoltre approvato l’acquisto del 3,01% di Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente come sottostante la stessa partecipazione. L’operazione, spiega Intesa, ha natura meramente finanziaria, durata temporanea ed è funzionale ad assicurare che l’offerente possa mantenere, dopo il buon esito dell’offerta, il trattamento contabile attualmente riservato alla partecipazione di Mediobanca in Generali secondo il metodo del patrimonio netto.

Secondo Intesa Sanpaolo, l’integrazione con Mps consentirà di realizzare sinergie importanti “senza costi sociali” e con un’integrazione agevole dei sistemi informatici, anche grazie alla piattaforma tecnologica digitale cloud-native isytech del gruppo.