Non di soli bonus viviamo in Italia. Ma quelli legati all’edilizia sono tra i più utilizzati e, una volta eliminato il superbonus al 110%, che tanti problemi ha creato ai conti pubblici, il governo ha confermato anche per il 2026 le detrazioni fiscali fondamentali. E in questi primi giorni dell’anno l’Agenzia delle Entrate sta pubblicando le nuove Guide. Tra queste c’è quella del “bonus mobili”, che aveva alcuni lati oscuri, ora chiariti. Come noto, il bonus mobili permette una detrazione IRPEF del 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare immobili residenziali oggetto di ristrutturazione. E la guida chiarisce che, a differenza di altri bonus edilizi, sarà al 50% sia per la prima che per le seconde case.
Per il 2026 l'agevolazione prevede dunque una detrazione del 50% su un tetto massimo di 5mila euro per unità immobiliare, ripartita in 10 quote annuali. Per esempio: con una spesa di 7mila euro si recupererà il 50% di 5mila (2.500 euro) con 250 euro l’anno di credito fiscale per 10 anni, dal 2027 al 2036. Per una spesa di 3000, il credito sarà di 150 euro all’anno. Il requisito necessario è aver avviato interventi di recupero edilizio residenziale a partire dal 1 gennaio 2025, non prima. La data di inizio lavori deve precedere l'acquisto dei beni. Gli interventi che danno diritto al bonus includono manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione su singole unità o parti comuni condominiali. Il bonus vale per acquisti di mobili nuovi (cucine, letti, armadi, tavoli, sedie, divani, materassi, illuminazione) e grandi elettrodomestici con requisiti energetici minimi: classe A per forni, E per lavatrici/lavastoviglie, F per frigoriferi. Sono incluse anche le spese di trasporto e montaggio. Il bonus non è però cumulabile con il bonus elettrodomestici ministeriale: se si usufruisce di quello, non si può chiedere il bonus mobili, e viceversa. I pagamenti devono essere tracciabili: bonifico ordinario, carte di credito o debito. Esclusi contanti e assegni. Se si acquistano arredi per lo stesso intervento in più anni, il tetto si riduce progressivamente fino alla soglia dei 5mila euro. Se si ristrutturano più immobili, il bonus può essere utilizzato tante volte quanti sono gli interventi di ristrutturazione.
Per il resto il panorama delle agevolazioni per la casa nel 2026 conferma i principali incentivi già attivi. Il bonus ristrutturazioni prevede una detrazione al 50% per le prime case e al 36% per le seconde, su un limite di spesa di 96.000 euro, coprendo interventi di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione. L'ecobonus, dedicato all'efficientamento energetico, mantiene le stesse aliquote differenziate (50% e 36%) per interventi come installazione di pompe di calore, sostituzione infissi e cappotti termici. Escluse le caldaie uniche a combustibili fossili. Sono invece cessati, oltre al superbonus 110%, anche il bonus barriere architettoniche al 75%.
