Carriere unificate nei Paesi autoritari

Scritto il 09/03/2026
da Luca Fazzo

Negli Stati di diritto avanzato chi giudica e chi accusa hanno percorsi separati

D a una parte, praticamente in blocco, ci sono le democrazie dove vige il diritto moderno. Dall'altra, una serie di Stati dove la giustizia civilmente intesa fatica a prendere piede, o dove è platealmente una finzione, una messa in scena. Ebbene: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è patrimonio comune nei paesi della prima lista. Mentre a tenere tribunali e procure dentro il medesimo ordinamento, come avviene oggi in Italia, sono soprattutto dittature, stati canaglia e nazioni di traballante civiltà giuridica.

La tabella con i due elenchi, virale sui social, circola da qualche giorno negli ambienti dei Comitati per il Sì, decisi a dimostrare che la riforma costituzionale al centro del referendum del 22 e 23 marzo non fa altro che portare l'Italia nell'alveo delle nazioni più avanzate, dove la separazione tra giudici e pm esiste da sempre senza che questo produca l'asservimento delle Procure al potere politico. La tabella è talmente esplicita da dubitare della sua correttezza. Per qualche giorno il Giornale ha lavorato a ricostruire come stanno davvero le cose. Risultato: stanno proprio così. Con piccole correzioni, la storia raccontata dalla tabella è vera. Nei paesi di diritto avanzato, i magistrati che giudicano non sono colleghi dei magistrati che accusano. Mentre giudici e pm vanno a braccetto, oltre che in Italia, in paesi che è difficile considerare culle del diritto.

L'elenco dei paesi a carriere separate coincide in buona parte con le nazioni della cara, vecchia Europa. La lista ne ricorda le principali, ma se si va più in là, esaminando la situazione nei 27 paesi dell'Unione, si scopre che 22 fanno parte della lista. Mancano solo l'Italia e la Grecia, dove la situazione è praticamente identica, con carriere uniche e organi di autogoverno unici; e Francia, Spagna e Belgio, dove in unico ordinamento ci sono separazioni funzionali, e a dettare la linea alle Procure è il ministro della Giustizia o il Procuratore generale (il che, a quanto pare, non impedisce che vengano incriminati ministri e presidenti della Repubblica). Netta la separazione in Germania, Austria, nei paesi scandinavi: e anche lì la storia recente e passata dimostra che le Procure vanno senza patemi, se è del caso, a scavare sulle malefatte del potere politico. Ancora più radicale la separazione tra tribunali e procuratori in tutti i paesi di diritto anglosassone: Regno Unito, Usa, Australia, Nuova Zelanda, Canada.

E dall'altra parte? Giudici e pubblici ministeri sono colleghi in paesi dove non si finirebbe volentieri sotto processo, come il Pakistan, l'Iran e l'Iraq. E poi c'è l'elenco delle dittature comuniste, come la Cina (dove i procuratori sono designati dalle Assemblee popolari locali) e la Corea del Nord, (dove sia i giudici che i pm sono nominati dall'Assemblea Suprema del Popolo). Ci sono paesi dove i diritti civili hanno poco spazio, come la Turchia e l'Algeria. Per finire col Venezuela, dove la separazione esiste solo sulla carta. Solo per scrupolo dall'elenco dei paesi a "carriera unica" è stata espunta la Russia, dove giudici e pubblici ministeri fanno carriere distinte ma sono tutti di nomina governativa.

Domanda scontata dei sostenitori del Sì: in quale dei due elenchi di paesi la magistratura è più libera?