"Cessato allarme per quanto riguarda i nostri connazionali che l'improvvisa crisi in Medio Oriente ha trovato nel bel mezzo di uno scenario bellico. Ed è lo stesso vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a segnalarlo. "A oggi sono rientrati circa 25 mila italiani dalla regione del Medio Oriente". Nel quotidiano punto stampa dedicato allo scenario che contrappone Iran e Stati Uniti Tajani ricorda che soltanto tra ieri e sabato sono rientrati altri cinquemila connazionali dalle diverse parti dove erano concentrati. "Non soltanto Emirati, non soltanto Arabia Saudita, non soltanto Oman - sottolinea il ministro -, ma anche Israele, anche Maldive, Thailandia, anche dalla Cambogia, dalla Sri Lanka, quindi c'è un incremento delle uscite". Da Israele sono usciti due convogli, uno da Gerusalemme e uno da Tel Aviv. "Quindi c'è una situazione di tensione molto alleggerita - aggiunge il ministro -, arrivano anche meno richieste alle nostre ambasciate, ai nostri consolati e qui alla task force Golfo".
Il vicepremier non nasconde un cauto ottimismo "Direi che c'è un miglioramento importante rispetto a ieri e all'altro ieri per quanto riguarda i nostri concittadini". Rimane ancora un numero consistente nelle Maldive - puntualizza il titolare della Farnesina, ringraziando ancora una volta il personale del ministero per il lavoro svolto in questi giorni -. Devo tuttavia dire che il lavoro del nostro consolato e dell'ambasciata a Colombo è molto efficiente, tant'è che stanno arrivando anche ringraziamenti da cittadini di altri Paesi che riconoscono l'efficacia e l'efficienza anche del nostro console onorario e degli altri funzionari che abbiamo mandato per rafforzare il suo lavoro perché hanno ottenuto dei risultati che altri Paesi non erano riusciti a ottenere".
"L'emergenza non è conclusa ma certamente è in fase di conclusione", aggiunge Tajani parlando della situazione dei connazionali che si sono ritrovati bloccati all'estero per la guerra in Iran. "I turisti sono in gran parte ripartiti, mentre molti residenti che vogliono rientrare preferiscono aspettare i voli di linea",dice. "Rimane ancora aperta la situazione alle Maldive dove c'è ancora tantissima gente, ma stanno aumentando i voli, e noi stiamo facendo il possibile per riportarla a casa".
Tajani ricorda poi il caso degli italiani bloccati alle Maldive. "Premesso che non si trovano in aree di pericolo - spiega -, non credo ci sia bisogno di organizzare altri voli charter ma solo accompagnare i connazionali con voli di linea, dandogli dunque assistenza, come stiamo già facendo".
Se cessa la situazione di emergenza non diminuisce comunque lo sforzo della Fernesina. Conitnua infatti il lavoro della task force istituita per aiutare i nostri connazionali. Si tratta di duecento unità divise per turni dove lavorano una quarantina di persone alla volta. Aiutate nel lavoro di contatto dei nostri connazionali dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri al servizio alla Farnesina.
