I pasdaran di "Rep" delusi: siamo stati troppo neutri

Scritto il 09/03/2026
da Massimo Malpica

L'ala oltranzista premeva per controbilanciare con Saviano la lettera di Marina

Un colpo al cerchio e un colpo alla botte? Non qui, non ora. L'appello per il "Sì" di Marina Berlusconi e la replica a favore del "No" di Carlo Bonini, sulla prima pagina di Repubblica in edicola ieri (e poi in una doppia pagina all'interno) non sono certo passati inosservati. Anche, anzi soprattutto, all'interno della redazione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari e diretto da Mario Orfeo.

Qui, l'ospitata garantita alla figlia del Cavaliere ha tenuto banco per tutta la domenica. E, stando ai rumors, sarebbero stati in particolare i pasdaran della redazione di via Cristoforo Colombo a non gradire il modo in cui è andata in stampa la missiva della presidente di Fininvest e di Mondadori.

L'accusa degli scontenti? Aver scelto una linea troppo neutrale: dare spazio a un'autorevole sostenitrice del Sì a pochi giorni dal referendum, limitandosi a replicare con la penna del vicedirettore Bonini. Un riguardo eccessivo, secondo molti, se non addirittura una debolezza. E la circostanza, assicurano i ben informati, nei corridoi di Rep non sarebbe andata affatto giù al nucleo massimalista, che già un paio di settimane fa si sarebbe lamentato per la scelta del direttore Orfeo di titolare in apertura di giornale citando le parole della premier sul voto prossimo venturo: "Referendum non è voto sul governo". Una scelta che è sembrata, a molti, quasi un omaggio a Meloni e all'esecutivo.

E il chiarimento di Marina? Ovvio, nessun quotidiano di fronte a una notizia recapitata peraltro a domicilio avrebbe potuto ignorarla. Ma l'ala oltranzista del quotidiano, stando a quanto filtra, avrebbe preferito affiancare alla lettera della numero uno di Fininvest un peso massimo del fronte del "No - per esempio un nome come quello di Roberto Saviano - per controbilanciare il Sì targato Berlusconi. La scelta, come detto, è invece ricaduta su Carlo Bonini, storico inviato speciale e ora vicedirettore del quotidiano.

Non tutti, però, la pensano così. Un'importante firma del giornale diretto da Orfeo, che preferisce restare anonima, giura che non esiste alcun caso e veste i panni del pompiere. "Quando ci sono vicende controverse che riguardano il giornale, ovviamente non si parla d'altro, in redazione e sulle chat", racconta il cronista, che si autodefinisce "esponente della vecchia guardia".

"Stavolta assicura parlando al Giornale - non ci sono polemiche di sorta da sollevare. La tesi condivisa da tutti è che la lettera di Marina Berlusconi era una notizia, e andava pubblicata, ovviamente non da sola, non senza una replica. E infatti ha risposto Bonini, uno che oltre a essere vicedirettore ha firmato le inchieste più importanti degli ultimi anni: what else?".