Nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, partenza a rischio caos

Scritto il 08/06/2026
da Massimo Balsamo

La Asl Bari ammette la complessità del trasloco dei pazienti. FdI attacca: “Così si svuota la sanità brindisina”. E sui trasporti resta il nodo del Sud Est barese dimenticato

Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano accende i motori, a più che un’inaugurazione sembra una prova di tenuta. Perché la stessa Asl Bari, come riportato da Repubblica, mette le mani avanti e avverte che il trasferimento dei pazienti sarà un’operazione ad alta complessità: "Saremo impegnati per portare a termine le operazioni, ognuna delle quali comporta un elevato rischio di complessità. Ogni criticità che potrà verificarsi nei primi giorni sarà oggetto di monitoraggio e intervento, con lo scopo di una piena risoluzione a beneficio unico dei pazienti, delle loro famiglie e degli operatori sanitari".

Tradotto: si parte, ma nessuno può permettersi leggerezze. Il cronoprogramma è stato definito dall’azienda sanitaria guidata da Luigi Fruscio. Le giornate di oggi e domani saranno dedicate alle "attività propedeutiche di logistica con la comunicazione delle modalità di trasferimento ai parenti e ai loro familiari". Dal 10 giugno toccherà ai primi 120 pazienti ricoverati nelle unità non intensive: Medicina interna, Cardiologia, Neurologia, Chirurgia generale, Ortopedia, Otorinolaringoiatria e Urologia. L’11 giugno entrerà in funzione il nuovo pronto soccorso e saranno trasferite le unità intensive: Anestesia e rianimazione, Pediatria, Ostetricia e ginecologia. Dal 15 giugno - sulla carta - tutto dovrebbe essere operativo.

Ma proprio qui si apre il punto politico. Perché il nuovo ospedale, collocato in contrada Lamalunga-Sant’Antonio D’Ascula, non nasce nel vuoto. Nasce dentro una geografia sanitaria già fragile, in una Puglia dove gli equilibri tra territori sono tutto fuorché secondari. E Fratelli d’Italia da tempo denuncia il rischio che l’operazione finisca per pesare soprattutto sulla provincia di Brindisi. A dirlo con chiarezza è Luigi Caroli, consigliere regionale di FdI, che teme un vero e proprio drenaggio ai danni della Asl brindisina e di un bacino di "quasi 100mila persone, quindi le popolazioni dei comuni di Fasano, Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica. Indirizzarle nel territorio della provincia di Bari potrebbe voler dire a catena budget ridotti, tagli su reparti e personale. E così gli ospedali di Brindisi, Francavilla Fontana, Ostuni, i Presidi territoriali di assistenza e i Punti di primo intervento territoriale potrebbero nel tempo essere ridimensionati. Continuiamo ad assistere a una lenta agonia dell’offerta sanitaria brindisina. La misura adesso è colma".

È il nodo che la Regione non può liquidare come una polemica di campanile. Qui non si discute l’utilità di una nuova struttura sanitaria, ma il prezzo che altri territori rischiano di pagare. C’è poi la questione trasporti, tutt’altro che marginale. Tommaso Scatigna, sempre di FdI, punta il dito contro un piano giudicato insufficiente: "Il piano è letteralmente una presa in giro. Da domani per arrivare e ripartire dal nuovo ospedale l’unica comunità interessata dal piano è quella di Polignano a Mare, oltreché quelle di Monopoli e Fasano. E la restante parte del Sud Est barese? È stata completamente dimenticata". Il nuovo Monopoli-Fasano, dunque, arriva al suo momento della verità. Ma la domanda resta tutta politica: sarà davvero un potenziamento della sanità pugliese o l’ennesima operazione costruita spostando problemi da un territorio all’altro?