Il Terzo Polo è il grande classico della politica italiana. Dal 1994 a oggi sono passati più di trent'anni. Ed è trent'anni che se ne sente parlare. A volte sembra quasi un riflesso condizionato, figlio di un concetto molto chiaro: nel Belpaese la Democrazia cristiana ha governato per 50 anni, perché adesso non è più possibile? C'hanno provato tutti da Mino Martinazzoli con il Partito popolare a Sergio D'Antoni con Democrazia europea, da Mario Monti con Scelta Civica a Carlo Calenda (foto al centro) con Azione.
Addirittura nel 2011 è nato il «Gruppo per il Terzo Polo» a Montecitorio che univa l'Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli, Futuro e Libertà di Gianfranco Fini e Centro democratico di Bruno Tabacci. Un disegno, quello del trio Rutelli-Fini-Tabacci, che si rivelò alla urne un grande flop. Insomma, il risultato non è mai stato scoppiettante. Al più è servito a garantire un seggio ai massimi rappresentanti dei movimenti di cui sopra e ai loro fedelissimo. Tesi condivisa da chi, come Gianfranco Rotondi, di centrismo e democrazia cristiana è massimo esperto e punto di riferimento: «Nel maggioritario il terzo polo non può esistere. Non a caso io che possiedo l'acronimo Democrazia cristiana l'ho portato in lista con Fratelli d'Italia. Perché il bipolarismo esisteva nella Prima Repubblica e il ruolo che era esercitato dalla Dc oggi è svolto da Giorgia Meloni». Ora se ne riparla perché fra poco più di un anno, se non la primavera prossima, si riapriranno le urne che stabiliranno la nuova geografia del Parlamento, la maggioranza, l'opposizione, e dunque l'esecutivo. Ed è la ragione per cui è rispuntato l'idea di un progetto fuori dal centrodestra e dal centrosinistra.
Un contenitore che provi a rovinare i piani delle due coalizioni che ormai da trent'anni si alternano a Palazzo Chigi. L'ultimissima ad averlo lanciato e a crederci è Pina Picierno (foto a sinistra) cresciuta nel Partito popolare e nell'Irpinia di Ciriaco De Mita, che può già vantare due legislature alla Camera ed è alla terza all'Europarlamento. Ecco, qualche giorno fa «Pina» ha sbattuto la porta in faccia al Nazareno, lamentando la mancanza di dibattito e soprattutto l'eccessivo spostamento a sinistra del baricentro del Nazareno. Su queste note si è accasata nel gruppo di Renew a Strasburgo. E subito ha annunciato, in un'intervista con il Corriere della Sera, l'idea terzopolista: «Nei prossimi giorni presenteremo Spazio pubblico, un movimento aperto, con l'obiettivo di «unire un fronte troppo spesso frammentato e di costruire un polo europeista e democratico, mettendo insieme culture europeiste e riformiste. Esiste un popolo che aspetta una novità politica e abbiamo il dovere di lavorare insieme per offrirgliela». Tutto questo perché, parola di Picierno, all'opposizione manca «una visione del futuro». Sta dunque per rinascere il Terzo Polo? Dice Paola Binetti, oggi dirigente dell'Udc: «Me lo augurerei. Abbiamo una miriadi di soggetti al centro, ma poi prevale l'egocentrismo». Di sigle terzopoliste oggi ce ne sono diverse, dal Partito Liberaldemocratico guidato da Luigi Marattin (foto a destra) all'Associazione Primavera di Vincenzo Spadafora. Ora Spazio Pubblico con Picierno. Il copione si ripete: rinasce o nasce qualcosa fuori dai poli, ma di idealista c'era solo l'idea della lista. Di come, dunque, ottenere un seggio.
