Imboscate di giornata, tranelli mediatici, continue richieste di riferire in Aula. Tanti spunti succosi per strappare titoli di giornale e tempeste social, ma troppo poco per contrastare il governo che si avvia a diventare il più longevo della storia repubblicana.
A Giorgia Meloni è mancato un autentico avversario politico, la bestia nera pronta a farla cadere per prenderne il posto a Palazzo Chigi. Tra i meriti propri e i demeriti della controparte, è presto spiegato perché la fondatrice di Fratelli d'Italia ha sorpreso la stampa e le cancellerie internazionali con la capacità di resistere al governo. In passato, i premier si avvicendavano come giovani lavoratori incapaci di superare l'apprendistato. Vedi la stagione ulivista 1996-2000 (Prodi, D'Alema, Amato) o quella post berlusconiana (Letta, Renzi, Gentiloni). Lei, al contrario dei succitati, dispone di un partito e di una maggioranza blindati. E questo fa la reale differenza.
Provano ad attaccarla sull'assenza in Montenegro o sulle sneakers indossate il 2 Giugno. E poi, convinti di avere assestato la spallata finale, se la ritrovano sempre lì. Ancora increduli.
