Gratteri si autodenuncia: voleva il sorteggio al Csm ma querela chi lo ricorda

Scritto il 22/01/2026
da Luca Fazzo

Il pm minaccia azioni legali per il video del 2021 in cui la definisce "la mamma di tutte le riforme"

Nicola Gratteri le ha dette o non le ha dette, le frasi in cui indicava il sorteggio dei membri del Csm come l'unica strada per "ridare dignità" alla categoria, anzi, "la mamma di tutte le riforme"? Le ha dette, perché esiste il video, come ha scritto ieri il Giornale. Ma Gratteri non vuole che si risappiano. Non vuole che il video sia mandato in onda, rilanciato sui social. E annuncia denunce contro chi, come Fdi, sta utilizzando quel video nella campagna in vista del referendum del 22 marzo. Gratteri sta (in prima linea) col fronte del No, e non vuole in alcun modo essere utilizzato dal fronte del Si nello scomodo ruolo di testimonial involontario a favore della riforma della Giustizia.

Gratteri sbotta poche ore dopo che il video è iniziato a diventare virale. La clip è tratta dalle riprese ufficiali di una festa del Fatto Quotidiano del 2021, all'epoca in cui già si discuteva di come cambiare il sistema di elezione del Csm, uscito a pezzi dallo scandalo Palamara. Tra le ipotesi sul tavolo c'era già l'ipotesi del sorteggio nelle due varianti, "secco" o "temperato". L'Anm, allora come oggi, faceva muro contro ogni ipotesi di modifica. Ma alla festa del Fatto Gratteri aveva invece sposato in pieno il sorteggio secco: "Penso a monte che per modificare il Csm, per ridurre lo strapotere delle correnti, penso che a questo punto il sistema migliore sia il sorteggio". Precisando ulteriormente: "Il sorteggio puro, anche a costo di cambiare se è necessario la Costituzione". Così diceva il Gratteri edizione 2021.

Ed ecco il Gratteri edizione 2026: "Con riferimento alla diffusione di un mio vecchio intervento sulle correnti, che un partito politico sta associando alle sue ragioni del Sì al referendum, tengo a precisare due cose: nessun partito è stato da me autorizzato ad associare il mio nome a questa campagna referendaria": A fargli cambiare idea, lascia capire Gratteri, è stato il fatto che la riforma preveda sistemi diversi per la nomina delle due componenti del Csm, i cosiddetti "laici" e "togati". Scrive il procuratore: "Il testo proposto per questo referendum per il sorteggio del Csm, temperato per i politici e secco per i magistrati, è molto lontano da quella che era la mia idea".

Un "vecchio intervento", che in realtà è di appena quattro anni fa; in cui Gratteri ora dice che si riferiva ad una "mia idea" di riforma che però non spiega quale fosse. Dice però che comunque decisivo nel fargli cambiare idea è l'attacco cui le toghe oggi sarebbero sottoposte: "Soprattutto a fronte della perdita di autonomia della magistratura e di un indebolimento dell'equilibrio democratico tra i poteri dello Stato, ribadisco che sono contrario a tutta la modifica proposta compreso il sorteggio proposto".

Difficile capire se la reazione di Gratteri sia del tutto spontanea, o se il chiarimento pubblico gli sia stato sollecitato dal fronte del No e in particolare dall'Anm: che ha di fatto lasciato al procuratore di Napoli la leadership mediatica del fronte del No, pur sapendo di stare scegliendo un testimonial poco governabile ma efficace. Come ieri, quando da una parte polemizza apertamente con il sindacato dei magistrati ("Quando io ho avuto la 'ndrangheta contro, quando mi volevano ammazzare o volevano ammazzare i miei figli, quando ho avuto la massoneria deviata ed i centri di potere contro, l'Anm non ha mosso un dito") , ma poi torna a difendere a spada tratta le ragioni del No e ad evocare dietro la riforma della giustizia fantasmi dittatoriali: "Penso che l'intenzione della Riforma - dice in una intervista - è quella di indebolire il Pubblico Ministero, facendolo passare sotto la gestione del Ministro della Giustizia, il quale ogni settimana darà la direttiva sulle priorità, ma noi abbiamo già visto cosa vuol dire quando un Pm dipende dalla politica".

Contattato ieri sera dal Giornale per sapere quali reati si potrebbero intravvedere dietro la divulgazione da parte di Fratelli d'Italia del video in cui si esprimeva con entusiasmo a favore della "mamma di tutte le riforme" il dottor Gratteri non ha ritenuto di rispondere.