Giusto il tempo per metabolizzare l'ottava sconfitta stagionale e provare a consolarsi con il campionato. L'Inter contro il Pisa torna in campo già domani sera, per prestare un giorno prima San Siro all'Olimpiade. Le resta giusto uno spiraglio aritmetico per provare a infilarsi nel G8 di Champions. Non le basterà vincere a Dortmund, dove peraltro non sarà una passeggiata: dipenderà anche dagli altri risultati. E il Borussia, finalista nel 2024, non regalerà nulla, visto che non ha nemmeno la certezza dei playoff.
L'Arsenal ha vinto a San Siro da favorito. Un merito. È più forte, e si sapeva, ma è stato anche più bravo. Le analisi si sprecano, la più comune è anche la più ingiusta: puntare il dito contro Luis Henrique e Sommer, scordandosi che il primo gioca fuori ruolo e il secondo ha un vice che evidentemente vale meno di lui, nonostante due estati fa sia stato pagato 15 milioni. Si attendono verifiche imminenti.
Luis Henrique non è un quinto, ma un esterno d'attacco (anche molto bravo). Ci sarà un motivo se finché c'è stato Dumfries non aveva mai giocato. Ora si sta sacrificando, ma non può essere ciò che non è, e imparando a difendere, perde metri importanti, là dove potrebbe incidere di più. Sommer ha 37 anni, si sapeva. La scorsa primavera, contro il Barcellona, per esempio, aveva fatto la differenza. Capita che invecchiando si perda qualche colpo. O vogliamo fare dell'età una colpa?
Che dire invece di Barella, uno dei centrocampisti che segna meno in Europa (1 gol in 28 presenze quest'anno, 6 in 132 nelle ultime 3 stagioni)? Il gol non è tutto, ma è uno dei parametri, anche per chi gioca nel suo ruolo. E Lautaro, di nuovo a secco in una grande partita (e stavolta nemmeno un tiro in porta)? Lui non segna e l'Inter non vince. Le analisi dovrebbero partire da qui.
