Il piccolo principe è diventato re. Kimi Antonelli ci sta facendo esaurire gli aggettivi perchè giorno dopo giorno costruisce nuove imprese. A Monaco non ha vinto una volta, ha vinto due, anzi tre volte: in qualifica, nei primi 68 giri quando aveva doppiato tutto tranne i ferraristi e poi alla seconda partenza quando ha tenuto i nervi saldissimi e ha pure realizzato un altro giro veloce. Kimi è il più giovane a vincere a Monaco migliorando il record di Lewis Hamilton, il più giovane a registrare un grande slam migliorando un vecchio primato di Max Verstappen e con i 66 punti di vantaggio che ha sul sorprendente Lewis Hamilton, stabilisce un nuovo primato; nessuno aveva mai avuto un margine così grande dopo sei gare, anche perchè non sono in tanti quelli che sono riusciti a vincere cinque gare di fila. Senza contare che è solo il terzo italiano a vincere a Monte Carlo dopo Riccardo Patrese (1982) e Jarno Trulli (2004). E Kimi fa tutto con una naturalezza impressionante. Corre sul podio felice e si scorda di dare la mano al principe Alberto e consorte, si sta godendo il momento nel miglior modo possibile, con la leggerezza che può avere un ragazzo di 19 anni.
Kimi ha il mondo in mano. Oggi il vento è tutto alle sue spalle e anche il fatto che sul podio abbia voluto andare Toto Wolff ha un significato particolare. È quasi una scelta di campo del team che ormai ha capito che questo ragazzino può riscrivere la storia. Spiace per George Russell, rimasto fuori dai punti anche per colpa di un errore del team che non gli ha fatto scontare la penalità quando si è fermato ai box per il cambio gomme, ma oggi tutto spinge per Kimi. «La strada è ancora lunga» dice lui dopo essersela goduta. «Ha vinto cinque gare, ma qui c'è gente che ha vinto 7 mondiali. Oggi sei sulla luna, ma domani puoi essere sotto terra Non abbiamo ancora fatto nulla», aggiunge suo padre Marco che racconta la notte prima del trionfo, passata ad uccidere zanzare con la racchetta. Il mantra è chiaro. Questo è solo l'inizio del sogno, vissuto indossando lo smoking comprato giusto l'altro giorno, prima di arrivare a Monte Carlo. «Ma domani io vado a lavorare, siamo gente normale», aggiunge papà che dà tanti meriti alla Mercedes che gli ha dato una macchina pazzesca. Ma anche una macchina con cui dopo sei gare lui ha 68 punti in più del compagno.
È vero che il mondiale è lungo, lunghissimo, ma stiamo vedendo cose che in F1 non si vedevano da anni, anzi da decenni. I primi 68 giri di Kimi quando ha doppiato quasi tutti, compreso il vissuto compagno, ricordando il dominio di un altro campione che correva con il numero 12 e che a Monaco ha vinto 6 volte. Non serve neppure nominare Ayrton Senna.
