Un risarcimento da 250 milioni di dollari, esclusi i danni, è stato richiesto presso la Corte distrettuale di New York dalla Cipriani Usa Inc., la società americana a cui fa riferimento Giuseppe Cipriani, contro la società Il Fatto e la Rai. Lo fa sapere il Corriere della Sera. Nella denuncia civile non per diffamazione ma per "interferenza illecita con rapporti commerciali futuri, falsa rappresentazione dannosa e denigrazione commerciale", si farebbe riferimento a un impatto commerciale "immediato e grave" per la società per via di una "serie di accuse false e sensazionalistiche" sui rapporti tra Cipriani e il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
Inoltre sui contatti con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, sulle presunte "feste a sfondo sessuale e di droga" organizzate nel ranch in Uruguay e sulle accuse "relative all’adozione e al trattamento medico del figlio adottivo". Secondo gli avvocati della società, le ricostruzioni giornalistiche hanno avuto conseguenza diretta che "uno dei finanziatori ha ritardato la chiusura di una rilevante operazione da 50 milioni di dollari". Inoltre Cipriani avrebbe dovuto incaricare una società investigativa indipendente esterna "per indagare e confutare accuse che non avrebbero mai dovuto essere pubblicate".
Una causa anche a Roma
Ma non c'è solo New York, anzi. A Roma, come Il Giornale è in grado di rivelare, è stato aperto un procedimento civile che vede Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani contrapposti al Fatto Quotidiano. I due hanno avviato una procedura di mediazione avanzando una richiesta risarcitoria da 5 milioni di euro. L'incontro tra le parti è fissato per il prossimo 26 giugno.
